EGON SCHIELE (1890-1918)

“Nella sua fisiologia l’artista moderno è molto vicino all’isterismo, ed anche il suo carattere è contrassegnato da questo suo stato patologico… L’assurda irritabilità del suo sistema che vede crisi in ogni evento vissuto e che inserisce “L’elemento drammatico” anche nei più piccoli fatti di vita, lo rende assolutamente imprevedibile: egli non è più una persona, ma tutt’al più un crogiolo di persone che alternativamente fanno capolino, l’una dopo l’altra con spudorata sicurezza. Esattamente per questo egli possiede grandi doti di attore: questi poveretti senza volontà che sono oggetto di studio dei medici sorprendono, in ogni personaggio richiesto, per la loro bravura nella mimica, la loro capacità di trasformarsi.”

L’artista moderno secondo Nietzche (1888)

Immagine

“Dietro i tuoi pensieri e sentimenti, fratello, sta un possente sovrano, un saggio ignoto – che si chiama Sé. Abita nel tuo corpo, è il tuo corpo”.

F. Nietzsche, Così parlò Zarathustra

Immagine

Autoritratto con la mano sulla guancia (1910)

Quando mi guardo mi sento costretto a guardarmi anche interiormente
e a scoprire che cosa voglio, che cosa avviene in me, ma anche a domandarmi
fino a dove arrivano le mie possibilità di percepire, quali sono
le mie capacità, da quali sostanze misteriose sono costituito e qual è
quella predominante, che cosa sono in grado di riconoscere e che cosa ho riconosciuto in me fin ad ora. Mi vedo svanire  e respirare in modo sempre più pesante, le oscillazioni della mia luce astrale diventano più veloci, più semplici e dirette, simili ad un grande atto di riconoscimento del mondo. Così dal mio essere porto alla luce un numero maggiore di cose sempre nuove e dotate di un rilucere infinito, fino a quando l’amore, che è tutto, mi da i mezzi per far questo e mi porta a ciò da cui io mi sento istintivamente attratto e che vorrei trascinare in me per realizzare qualcosa di nuovo dal nuovo, qualcosa che sono riuscito a contemplare al di là di me stesso.”

Io sono così pieno di energia che devo donare parte di me stesso.

Immagine 

il profeta (autoritratto doppio) 1911

“io insalvabile”: termine coniato dal fisico Ernst Mach. Il mondo e l’io siscompongono in molteplici e disparati elementi e sensazioni

Lettera immaginaria di Lord Chandos al suo maestro Francis Baconscritta da Hugo von Hofmannsthal.  Un vero e proprio saggio tedesco sui limiti del linguaggio. Descrive il fenomeno dell’io insalvabile.

“Tutto sotto i miei occhi si scomponeva in particole e le particole a loro volta in particole, e niente si lasciava più fissare in un concetto. Le singole parole galleggiavano attorno a me, si coagulavano in occhi che mi fissavano e che io a mia volta non poteva fare a meno di fissare: sono dei vortici guardando nei quali i sento mancare, vortici che continuano a girare senza tregua e tramite i quali si raggiunge il vuoto”.

ATTRAVERSO KLIMT

“Ad ogni epoca la sua arte, all’arte la sua libertà”. Questo era il motto della secessione viennese. Egon Schiele aderì, per un certo periodo, ad una tendenza artistica che era la più innovatrice, che si concretizza dal 1897 con la fondazione dell’associazione di artisti “Secessione”. Una reazione contro la rigida convenzione accademica dello storicismo e a favore della riconciliazione di arte e vita. Gustav Klimt era considerato il messia del nuovo movimento.

“E’ chiaro che una volontà artistica che permette una mescolanza di elementi ornamentali e lascia che questi abbiano il sopravvento sulle azioni e le sofferenze umane, non può concedere a quest’ultimi dissonanze, urla dolorose, tragedie, ma tutto questo deve fondersi in un’armonia generale. Klimt è riuscito a realizzare ciò. Nel quadro Il bacio egli ha sottratto ai corpi la tensione esistente tra uomo e donna e l’ha trasposta nel contrasto dei motivi rotondo e rettangolari. L’istinto e il desiderio vengono celati in una gamma di contrasti ornamentali. La pioggia d’oro che si introduce del corpo di Danae conferisce a questo motivo antico un’aurea sacrale e sublime, pur realizzando una raffigurazione ornamentale del corpo. L’esperienza del desiderio che viene trasmessa dal fascino dell’ornamento è qualcosa di più di una semplice compensazione; essa ottiene quanto il partner maschile non è in grado di dare: trasforma la carne in una formula ornamentale, in un’opera d’arte. L’eroticità diventa icona”. Werner Hofmann

Klimt divenne per Schiele un modello da venerare per tutta la vita.

Immagine

Spiriti d’acqua I, 1907

Immagine

Serpenti d’acqua II 1904-07 (Klimt)

Quasi contemporaneamente Wassily Kandinsky nei suoi scritti teorici si stava occupando della dimensione psicologica della linea. Egli ha interpretato così i caratteri dei tre angoli principali che vengono formati dalla linea retta: l’angolo retto è il più obiettivo, il più freddo ed è dominante; l’angolo acuto è il più teso ed emana calore, ma è anche penetrante e assai attivo; l’angolo ottuso infine ha un non so che di goffo, è debole ed esprime passività. Secondo Kandinsky i timbri degli angoli sono simili alla creatività artistica: il carattere acuto e concitato delle visioni, quello freddo e controllato dell’esecuzione ed infine la sensazione di spossatezza a lavoro compiuto.

Immagine

Donna seduta con la gamba sinistra alzata, 1917

“Il carattere indefinito delle figure, i corpi ricurvi su se stessi, persone stanche della vita, candidati al suicidio, tuttavia corpi di uomini sensibili”. E.S.

“Il nuovo artista è e dev’essere assolutamente se stesso, dev’essere creatore, deve costruire il proprio fondamento da solo e senza tramite, senza utilizzare quanto appartiene al passato e quanto ci è stato tramandato. A quel punto è un artista moderno.”

“Fino a marzo sono passato attraverso l’arte di Klimt. Oggi penso di essere completamente diverso…”

ARTE A NUDO

Immagine

Ragazza nera, 1911

Immagine

Nudo femminile sdraiato sul ventre, 1917

Immagine

Ad una società, le cui concezioni morali erano contrassegnate da bigottismo e ipocrisia, i nudi di Schiele dovevano per forza dar fastidio per la cruda ed aggressiva nudità che non era presentata in chiave mitologica e storica, ma che serviva ad un’analisi ossessiva del corpo nudo. Ma forse disturbava ancora di più la tecnica di rappresentazione estremamente cruda che toglieva all’osservatore la possibilità di mantenere una certa distanza.

“…gli artisti vivranno in eterno. Io penso che i più grandi pittori dipinsero delle figure…Io dipingo la luce che proviene dai corpi. Anche l’opera d’arte erotica possiede un’aurea sacrale!…Un’unica opera d’arte viva basta per immortalare l’artista…I miei quadri devono essere esposti in un edificio a forma di tempio.”

Egon Schiele in prigione: “Non mi sento purito ma purificato”; “E’ un delitto porre dei vincoli ad un artista: significa uccidere una vita nascente”; “Resisterò volentieri per l’arte e per le persone che amo” Scrive sui disegni ad acquerello di Neulenbach

“So che non esiste nessuna arte moderna, ma soltanto un’arte persistente”

Artista è soprattutto
colui che è dotato spiritualmente
che esprime le
vedute di
concepibili apparizioni della
natura […]
gli artisti percepiscono con facilità
la tremolante grande luce
il calore
il respiro degli esseri viventi
l’arrivare e
lo scomparire […]
Sono degli eletti,
frutti della madre terra
gli uomini migliori.
Sono facilmente eccitabili
e parlano una loro lingua […]
La loro lingua è quella degli dei
ed essi vivono qui in paradiso.
Questo mondo è per loro il paradiso.
[…]
Sono scopritori.
Esseri divini, eccezionalmente dotati
universali, onniscenti
semplici esseri viventi.
Il loro contrario è il prosaico,
l’uomo qualunque.”

Egon Schiele

Immagine

Abbraccio (coppia d’amanti II), 1917

Talvolta scaturiscono dipinti che stanno al di sopra del giudizio razionale dell’artista stesso

PAESAGGI DELL’ANIMA

“In tutto vi è una morta vivente”

Immagine

La pittura da sola non mi basta. So che con i colori si possono creare qualità. Sia coll’essere che col cuore si può percepire intensamente un albero autunnale. questa malinconia la vorrei dipingere.

Immagine

Quattro alberi, 1917

Immagine

Porto di Trieste, 1907

Morì il 31 ottobre 1918.

All’apice del successo.

QUANDO ERAVAMO GIOVANI – CHARLES BUKOWSKI (POESIE I)

AS YOUNG AS WE WERE EVER GOING TO GET 

Più giovani di così non si poteva

UNA NOTA SULLE MASSE

l’inferno privato reso pubblico
spesso confonde i lettori:
si domandano come questo 
o quell’altro
possano sopportare e 
continuare.
ebbene, ecco il segreto:
non aspettatevi troppo
dall’Umanità,
l’odio è stato
praticato
per secoli,
tramandato
raffinato e
perfezionato,
oh, sono diventati
molto bravi in questo-
l’odio fiorisce
con regolarità
sempre più frequente.
è il nostro inferno pubblico che crea un
inferno privato e
non c’è inferno
eccetto che quaggiù sulla
terra.
una volta accettata 
questa premessa
sarete liberi di
esistere
nei termini da voi stabiliti
e non conoscerete
mai la solitudine
e la morte sarà
un nonnulla.
consideratevi 
benedetti
nell’oscurità.

Nota

La poesia è sempre la cosa più facile da scrivere, perchè la si può scrivere quando si è completamente ubriachi o completamente felici o completamente infelici. E’ un’espressione emotiva che salta su. Non ho pensieri grandiosi, non ho pensieri vasti di natura filosofica. Sono molto semplice, e  quando scrivo poesie trattano cose semplici. E credo che per questo tanta gente che per lo più non riesce a leggere poeti, quando legge la mia roba capisce di che cosa sto parlando.

Dire le cose nel modo più semplice possibile e dire lo stesso quello che è necessario dire.

DESTINO

DESTINO

E’ un corpo che avanza

in intima armonia

con il venir del vento.

E’ chiudere gli occhi

ed allettare il sogno.

Sono le mani strette al petto

e un varco che si apre.

Il giorno si fa notte

ed il sole cento stelle.

Accorgersi

Avvicinarsi

Sfiorarsi

e ancora

Intimidirsi

Allontanarsi

Dissolversi

ed infine

Impigliarsi

Precipitare

ma Salvarsi

E’ riaprire gli occhi

e ritrovare il mondo,

fare pace con le ombre.

Un deserto che è un mare,

il tempo che rimane.

Poi riparte,

più in fretta.

E’ scrutarsi da lontano,

su un suolo si sabbia,

che mobile ti chiama,

ti pretende.

E’ un patto fra l’abbraccio

e un cuore troppo delicato,

che se lo stringi troppo

muore fino a scomparire.

Lo spiraglio tra la vita e l’illusione.

Ciò che resta di un miraggio troppo breve.

15-01-2013
Questo destino surreale

ASCOLTANDO L’HALLELUJAH

Well, maybe there’s a god above
But all i’ve ever learned from love
Was how to shoot somebody who outdrew you
It’s not a cry that you hear at night
It’s not somebody who’s seen the light
It’s a cold and it’s a broken hallelujah

Beh forse c’è un Dio lassù
ma tutto quello che ho imparato dall’amore
è come colpire qualcuno che ha
sguainato la spada prima di te
non è un pianto quello che senti di notte
non è qualcuno che ha visto la luce
è un freddo e un grave Hallelujah

Un tocco speciale per poter piangere
senza che nessuno possa vedere
quella pelle così bianca e devastata
cercare di sconfiggere la sorte

Una voce che lascia gli occhi aperti
senza che nessuno si accorga
di quello sguardo perso e desolato
che sostiene a stento il caso

ascoltando l’Hallelujah

Per disperarsi
per aggrapparsi
per riaversi
per lasciarsi

ascoltando l’Hallelujah

Puoi essere stanca
puoi morderti le unghie
ti puoi abbattere
puoi chinare la testa
puoi ricordare tutto
adesso

Ascoltando l’Hallelujah

IL CUORE CHE RIDE

La tua vita è la tua vita.
non lasciare che le batoste la sbattano nella cantina dell’arrendevolezza.
stai in guardia.
ci sono delle uscite.
da qualche parte c’è luce.
forse non sarà una gran luce ma la vince sulle tenebre.
stai in guardia.
gli dei ti offriranno delle occasioni.
riconoscile, afferrale.
non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in vita, qualche volta.
e più impari a farlo di frequente, più luce ci sarà.
la tua vita è la tua vita.
sappilo finché ce l’hai.
tu sei meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te.

Charles Bukowsky

(da qualche parte c’è luce)

FRANCIS BACON (1909-1992)

http://www.ubu.com/film/bacon.html

The South Bank Show 1985

Episode number: 8×25 – Airdate: Sunday June 09th, 1985
Produced by LWT (now branded ITV Studios)
Original channel ITV (ITV1/STV/UTV)

Part of The South Bank Show series, David Hinton directs this documentary about British painter Francis Bacon, known for his horrifying portraits of humanity. The program consists of a series of conversations between Bacon and interviewer Melvyn Bragg, starting with commentary during a side-show presentation at the Tate Gallery in London. Later in the evening, Bacon is followed through various bars hanging out, drinking, and gambling. In another segment, Bacon provides a tour of his painting studio and a glimpse at his reference photographs of distorted humans. The artist discusses his theories, influences, and obsessions. This title won an International Emmy Award in 1985. ~ Andrea LeVasseur, All Movie Guide