LE DONNE CHE LEGGONO SONO PERICOLOSE

Le donne che leggono sono pericolose soprattutto per se stesse.
Ci sarà un motivo se la storia dell’umanità ha ritardato la lettura alle donne,la natura sapeva che avrebbe complicato loro la vita.
Comunque sia, pazienza, leggere è meraviglioso, è forse l’esperienza più emozionante della vita, quella che ti accompagna più a lungo, dall’infanzia alla morte.

UN MONDO DI PAROLE

Oggi nel mondo si parlano settemila lingue diverse. Ci sono quindi settemila modi per dire “buongiorno” o “sembra che stia per piovere”. 

Queste settemila lingue rappresentano solo una parte di quelle parlate nel corso della storia.

Se il linguaggio si è evoluto per permetterci di scambiare informazioni, perchè non capiamo la maggior parte degli altri abitanti della terra?

Nell’Antico Testamento la domanda è al centro dell’episodio della torre di Babele. A un certo punto gli esseri umani, che parlavano tutti la stessa lingua, ebbero la bizzarra idea di collaborare alla creazione di una torre che li avrebbe portati in paradiso. Infuriato per il tentativo di usurpare il suo potere, Dio distrusse la torre. Poi, per essere sicuro che non ne costruissero un’altra, sparse gli uomini su tutta la terra e li confuse dandogli lingue differenti. Secondo l’episodio della Torre di Babele le lingue esistono per impedirci di comunicare.

La cosa sorprendente è che forse non è un’ipotesi lontana dalla realtà.

Nella continua guerra delle parole è inevitabile che ci siano delle vittime. Quando una lingua si estingue non perdiamo solo un modo per dire buongiorno ma anche un po’ di diversità culturale. Ogni lingua svolge un ruolo fondamentale nell’affermazione di un’identità culturale, è la voce interna portatrice dei ricordi, dei pensieri, delle speranze, delle paure di un particolare gruppo di persone. Se scompare una lingua si perde anche tutto questo.

La nostra determina le parole che usiamo, ma non limita i concetti che siamo in grado di capire.

Potremmo trarre anche una morale positiva dalla storia delle Torre di Babele: se tutti parlano la stessa lingua per l’umanità sarà più facile collaborare alla costruzione di qualcosa di grande.

Mark Pagel, New Scientist, Regno Unito

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FARFALLE.

“La farfalla è un qualcosa di particolare, non è un animale come gli altri, in fondo non è propriamente un animale ma solamente l’ultima, piú elevata, piú festosa e insieme vitalmente importante essenza di un animale. È la forma festosa, nuziale, insieme creativa e caduca di quell’animale che prima era giacente crisalide e, ancor prima che crisalide, affamato bruco. La farfalla non vive per cibarsi e invecchiare, vive solamente per amare e concepire, e per questo è avvolta in un abito mirabile, con ali che sono molte volte piú grandi del suo corpo ed esprimono, nel taglio come nei colori, nelle scaglie e nella peluria, in un linguaggio estremamente vario e raffinato, il mistero del suo esistere, solo per vivere piú intensamente, per attirare con piú magia e seduzione l’altro sesso, per incamminarsi piú splendente verso la festa della procreazione. Tale significato della farfalla e della sua magnificenza è stato avvertito in tutti i tempi e da tutti i popoli, è una rivelazione semplice ed evidente. E ancora piú è divenuta, da festoso amante e splendente metamorfosi, un emblema sia dell’effimero come di ciò che dura in eterno, e già in tempi antichi fu per l’uomo paragone e simbolo dell’anima.”

Hermann Hesse “Farfalle”

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