l’arte dell’incontro

“La prima cosa è la coscienza dello spazio. Sapere che lontano, da un’altra parte, altrove, sta accadendo qualcosa… anzi, fuori dalle mura di casa TUTTO sta accadendo, in giro per il paese… però occorre sapere DOVE. E la seconda cosa è il TEMPO. In quel posto bisogna arrivare in tempo perché quella cosa accada a noi e non immaginare soltanto che accada. Se lo spazio poi è ampio e distante è necessario differire il tempo dell’azione da quello del desiderio perché partire quando desidereremmo essere già lì è una vana corsa verso una sala vuota. Possedere questa consapevolezza è una grande qualità che può contribuire a rendere la vita Arte dell’Incontro. Le anime si incontrano per caso, per curiosità, per determinazione. In tutti i casi l’incontro ha sempre del miracolo. Nella coincidenza, la componente magica è più evidente… ma decidere, partire, muoversi a tempo fino a trovarsi nel luogo dove la cosa sta accadendo è miracoloso come la costruzione di tutte le cose immaginate….”

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PARADOSSI – IL LIBRO DEGLI ABBRACCI

Se la contraddizione è il polmone della storia, mi sa tanto che il paradosso sia lo specchio di cui la storia si serve per prendersi gioco di noi.

Perfino il figlio di Dio non è riuscito a schivare il paradosso. Per nascere scelse un deserto subtropicale dove mai si vide la neve, e con ciò la neve è diventata in tutto il mondo il simbolo del Natale da quando l’Europa ha deciso di naturalizzare Gesù. E a maggiore scorno, la nascita di Gesù è a tutt’oggi l’affare più lucroso per i mercanti che lui aveva cacciato dal tempio.

Napoleone Bonaparte, il più francese di tutti i francesi, non era francese. Non era russo Stalin, il più russo dei russi. E il più tedesco dei tedeschi, Adolf Hitler, era nato in Austria. Margherita Sarfatti, la donna più amata dall’antisemita Mussolini, era ebrea. José Carlos Mariàtegui, tra i marxisti latinoamericani il più marxista, era un fervido credente. Il Che Guevara era stato dichiarato del tutto inabile alla vita militare dai medici dell’esercito argentino.

Dalle mani di uno scultore chiamato Aleijandinho, che tra i brasiliani era il più brutto, uscirono le bellezze più sublimi del Brasile. I neri nordamericani, i più oppressi tra gli oppressi, crearono il jazz, la più libera di tutte le musiche. Don Chisciotte, il più errante dei cavalieri, fu concepito tra le mura di una prigione. E, paradosso dei paradossi, don Chisciotte non pronunciò mai la sua frase più celebre: I cani abbaiano, Sancho, vuol dire che stiamo cavalcando.

«Mi sembri nervosa», dice l’isterico. «Ti odio», dice l’innamorata. «Non ci sarà svalutazione», dice, alla vigilia della svalutazione, il ministro del tesoro. «I militari sono fedeli alla Costituzione», dice il ministro della difesa il giorno prima del golpe.

Nella guerra contro la rivoluzione sandinista il governo degli Stati Uniti e il partito comunista del Nicaragua formavano un’unità paradossale. E che altro erano, se non paradossi, le barricate sandiniste sotto la dittatura di Somoza, che chiudevano le strade e aprivano il cammino?

AMERICAN BEAUTY (IL MIO CUORE STA PER FRANARE)

Era una di quelle giornate in cui tra un minuto nevica. E c’è elettricità nell’aria. Puoi quasi sentirla… mi segui? E questa busta era lì; danzava, con me. Come una bambina che mi supplicasse di giocare. Per quindici minuti. È stato il giorno in cui ho capito che c’era tutta un’intera vita, dietro a ogni cosa. E un’incredibile forza benevola che voleva sapessi che non c’era motivo di avere paura. Mai. Vederla sul video è povera cosa, lo so; ma mi aiuta a ricordare. Ho bisogno di ricordare. A volte c’è così tanta bellezza nel mondo, che non riesco ad accettarla… Il mio cuore sta per franare.

LE DONNE CHE LEGGONO SONO PERICOLOSE

Le donne che leggono sono pericolose soprattutto per se stesse.
Ci sarà un motivo se la storia dell’umanità ha ritardato la lettura alle donne,la natura sapeva che avrebbe complicato loro la vita.
Comunque sia, pazienza, leggere è meraviglioso, è forse l’esperienza più emozionante della vita, quella che ti accompagna più a lungo, dall’infanzia alla morte.

UN MONDO DI PAROLE

Oggi nel mondo si parlano settemila lingue diverse. Ci sono quindi settemila modi per dire “buongiorno” o “sembra che stia per piovere”. 

Queste settemila lingue rappresentano solo una parte di quelle parlate nel corso della storia.

Se il linguaggio si è evoluto per permetterci di scambiare informazioni, perchè non capiamo la maggior parte degli altri abitanti della terra?

Nell’Antico Testamento la domanda è al centro dell’episodio della torre di Babele. A un certo punto gli esseri umani, che parlavano tutti la stessa lingua, ebbero la bizzarra idea di collaborare alla creazione di una torre che li avrebbe portati in paradiso. Infuriato per il tentativo di usurpare il suo potere, Dio distrusse la torre. Poi, per essere sicuro che non ne costruissero un’altra, sparse gli uomini su tutta la terra e li confuse dandogli lingue differenti. Secondo l’episodio della Torre di Babele le lingue esistono per impedirci di comunicare.

La cosa sorprendente è che forse non è un’ipotesi lontana dalla realtà.

Nella continua guerra delle parole è inevitabile che ci siano delle vittime. Quando una lingua si estingue non perdiamo solo un modo per dire buongiorno ma anche un po’ di diversità culturale. Ogni lingua svolge un ruolo fondamentale nell’affermazione di un’identità culturale, è la voce interna portatrice dei ricordi, dei pensieri, delle speranze, delle paure di un particolare gruppo di persone. Se scompare una lingua si perde anche tutto questo.

La nostra determina le parole che usiamo, ma non limita i concetti che siamo in grado di capire.

Potremmo trarre anche una morale positiva dalla storia delle Torre di Babele: se tutti parlano la stessa lingua per l’umanità sarà più facile collaborare alla costruzione di qualcosa di grande.

Mark Pagel, New Scientist, Regno Unito

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FARFALLE.

“La farfalla è un qualcosa di particolare, non è un animale come gli altri, in fondo non è propriamente un animale ma solamente l’ultima, piú elevata, piú festosa e insieme vitalmente importante essenza di un animale. È la forma festosa, nuziale, insieme creativa e caduca di quell’animale che prima era giacente crisalide e, ancor prima che crisalide, affamato bruco. La farfalla non vive per cibarsi e invecchiare, vive solamente per amare e concepire, e per questo è avvolta in un abito mirabile, con ali che sono molte volte piú grandi del suo corpo ed esprimono, nel taglio come nei colori, nelle scaglie e nella peluria, in un linguaggio estremamente vario e raffinato, il mistero del suo esistere, solo per vivere piú intensamente, per attirare con piú magia e seduzione l’altro sesso, per incamminarsi piú splendente verso la festa della procreazione. Tale significato della farfalla e della sua magnificenza è stato avvertito in tutti i tempi e da tutti i popoli, è una rivelazione semplice ed evidente. E ancora piú è divenuta, da festoso amante e splendente metamorfosi, un emblema sia dell’effimero come di ciò che dura in eterno, e già in tempi antichi fu per l’uomo paragone e simbolo dell’anima.”

Hermann Hesse “Farfalle”

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EGON SCHIELE (1890-1918)

“Nella sua fisiologia l’artista moderno è molto vicino all’isterismo, ed anche il suo carattere è contrassegnato da questo suo stato patologico… L’assurda irritabilità del suo sistema che vede crisi in ogni evento vissuto e che inserisce “L’elemento drammatico” anche nei più piccoli fatti di vita, lo rende assolutamente imprevedibile: egli non è più una persona, ma tutt’al più un crogiolo di persone che alternativamente fanno capolino, l’una dopo l’altra con spudorata sicurezza. Esattamente per questo egli possiede grandi doti di attore: questi poveretti senza volontà che sono oggetto di studio dei medici sorprendono, in ogni personaggio richiesto, per la loro bravura nella mimica, la loro capacità di trasformarsi.”

L’artista moderno secondo Nietzche (1888)

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“Dietro i tuoi pensieri e sentimenti, fratello, sta un possente sovrano, un saggio ignoto – che si chiama Sé. Abita nel tuo corpo, è il tuo corpo”.

F. Nietzsche, Così parlò Zarathustra

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Autoritratto con la mano sulla guancia (1910)

Quando mi guardo mi sento costretto a guardarmi anche interiormente
e a scoprire che cosa voglio, che cosa avviene in me, ma anche a domandarmi
fino a dove arrivano le mie possibilità di percepire, quali sono
le mie capacità, da quali sostanze misteriose sono costituito e qual è
quella predominante, che cosa sono in grado di riconoscere e che cosa ho riconosciuto in me fin ad ora. Mi vedo svanire  e respirare in modo sempre più pesante, le oscillazioni della mia luce astrale diventano più veloci, più semplici e dirette, simili ad un grande atto di riconoscimento del mondo. Così dal mio essere porto alla luce un numero maggiore di cose sempre nuove e dotate di un rilucere infinito, fino a quando l’amore, che è tutto, mi da i mezzi per far questo e mi porta a ciò da cui io mi sento istintivamente attratto e che vorrei trascinare in me per realizzare qualcosa di nuovo dal nuovo, qualcosa che sono riuscito a contemplare al di là di me stesso.”

Io sono così pieno di energia che devo donare parte di me stesso.

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il profeta (autoritratto doppio) 1911

“io insalvabile”: termine coniato dal fisico Ernst Mach. Il mondo e l’io siscompongono in molteplici e disparati elementi e sensazioni

Lettera immaginaria di Lord Chandos al suo maestro Francis Baconscritta da Hugo von Hofmannsthal.  Un vero e proprio saggio tedesco sui limiti del linguaggio. Descrive il fenomeno dell’io insalvabile.

“Tutto sotto i miei occhi si scomponeva in particole e le particole a loro volta in particole, e niente si lasciava più fissare in un concetto. Le singole parole galleggiavano attorno a me, si coagulavano in occhi che mi fissavano e che io a mia volta non poteva fare a meno di fissare: sono dei vortici guardando nei quali i sento mancare, vortici che continuano a girare senza tregua e tramite i quali si raggiunge il vuoto”.

ATTRAVERSO KLIMT

“Ad ogni epoca la sua arte, all’arte la sua libertà”. Questo era il motto della secessione viennese. Egon Schiele aderì, per un certo periodo, ad una tendenza artistica che era la più innovatrice, che si concretizza dal 1897 con la fondazione dell’associazione di artisti “Secessione”. Una reazione contro la rigida convenzione accademica dello storicismo e a favore della riconciliazione di arte e vita. Gustav Klimt era considerato il messia del nuovo movimento.

“E’ chiaro che una volontà artistica che permette una mescolanza di elementi ornamentali e lascia che questi abbiano il sopravvento sulle azioni e le sofferenze umane, non può concedere a quest’ultimi dissonanze, urla dolorose, tragedie, ma tutto questo deve fondersi in un’armonia generale. Klimt è riuscito a realizzare ciò. Nel quadro Il bacio egli ha sottratto ai corpi la tensione esistente tra uomo e donna e l’ha trasposta nel contrasto dei motivi rotondo e rettangolari. L’istinto e il desiderio vengono celati in una gamma di contrasti ornamentali. La pioggia d’oro che si introduce del corpo di Danae conferisce a questo motivo antico un’aurea sacrale e sublime, pur realizzando una raffigurazione ornamentale del corpo. L’esperienza del desiderio che viene trasmessa dal fascino dell’ornamento è qualcosa di più di una semplice compensazione; essa ottiene quanto il partner maschile non è in grado di dare: trasforma la carne in una formula ornamentale, in un’opera d’arte. L’eroticità diventa icona”. Werner Hofmann

Klimt divenne per Schiele un modello da venerare per tutta la vita.

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Spiriti d’acqua I, 1907

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Serpenti d’acqua II 1904-07 (Klimt)

Quasi contemporaneamente Wassily Kandinsky nei suoi scritti teorici si stava occupando della dimensione psicologica della linea. Egli ha interpretato così i caratteri dei tre angoli principali che vengono formati dalla linea retta: l’angolo retto è il più obiettivo, il più freddo ed è dominante; l’angolo acuto è il più teso ed emana calore, ma è anche penetrante e assai attivo; l’angolo ottuso infine ha un non so che di goffo, è debole ed esprime passività. Secondo Kandinsky i timbri degli angoli sono simili alla creatività artistica: il carattere acuto e concitato delle visioni, quello freddo e controllato dell’esecuzione ed infine la sensazione di spossatezza a lavoro compiuto.

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Donna seduta con la gamba sinistra alzata, 1917

“Il carattere indefinito delle figure, i corpi ricurvi su se stessi, persone stanche della vita, candidati al suicidio, tuttavia corpi di uomini sensibili”. E.S.

“Il nuovo artista è e dev’essere assolutamente se stesso, dev’essere creatore, deve costruire il proprio fondamento da solo e senza tramite, senza utilizzare quanto appartiene al passato e quanto ci è stato tramandato. A quel punto è un artista moderno.”

“Fino a marzo sono passato attraverso l’arte di Klimt. Oggi penso di essere completamente diverso…”

ARTE A NUDO

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Ragazza nera, 1911

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Nudo femminile sdraiato sul ventre, 1917

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Ad una società, le cui concezioni morali erano contrassegnate da bigottismo e ipocrisia, i nudi di Schiele dovevano per forza dar fastidio per la cruda ed aggressiva nudità che non era presentata in chiave mitologica e storica, ma che serviva ad un’analisi ossessiva del corpo nudo. Ma forse disturbava ancora di più la tecnica di rappresentazione estremamente cruda che toglieva all’osservatore la possibilità di mantenere una certa distanza.

“…gli artisti vivranno in eterno. Io penso che i più grandi pittori dipinsero delle figure…Io dipingo la luce che proviene dai corpi. Anche l’opera d’arte erotica possiede un’aurea sacrale!…Un’unica opera d’arte viva basta per immortalare l’artista…I miei quadri devono essere esposti in un edificio a forma di tempio.”

Egon Schiele in prigione: “Non mi sento purito ma purificato”; “E’ un delitto porre dei vincoli ad un artista: significa uccidere una vita nascente”; “Resisterò volentieri per l’arte e per le persone che amo” Scrive sui disegni ad acquerello di Neulenbach

“So che non esiste nessuna arte moderna, ma soltanto un’arte persistente”

Artista è soprattutto
colui che è dotato spiritualmente
che esprime le
vedute di
concepibili apparizioni della
natura […]
gli artisti percepiscono con facilità
la tremolante grande luce
il calore
il respiro degli esseri viventi
l’arrivare e
lo scomparire […]
Sono degli eletti,
frutti della madre terra
gli uomini migliori.
Sono facilmente eccitabili
e parlano una loro lingua […]
La loro lingua è quella degli dei
ed essi vivono qui in paradiso.
Questo mondo è per loro il paradiso.
[…]
Sono scopritori.
Esseri divini, eccezionalmente dotati
universali, onniscenti
semplici esseri viventi.
Il loro contrario è il prosaico,
l’uomo qualunque.”

Egon Schiele

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Abbraccio (coppia d’amanti II), 1917

Talvolta scaturiscono dipinti che stanno al di sopra del giudizio razionale dell’artista stesso

PAESAGGI DELL’ANIMA

“In tutto vi è una morta vivente”

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La pittura da sola non mi basta. So che con i colori si possono creare qualità. Sia coll’essere che col cuore si può percepire intensamente un albero autunnale. questa malinconia la vorrei dipingere.

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Quattro alberi, 1917

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Porto di Trieste, 1907

Morì il 31 ottobre 1918.

All’apice del successo.

QUANDO ERAVAMO GIOVANI – CHARLES BUKOWSKI (POESIE I)

AS YOUNG AS WE WERE EVER GOING TO GET 

Più giovani di così non si poteva

UNA NOTA SULLE MASSE

l’inferno privato reso pubblico
spesso confonde i lettori:
si domandano come questo 
o quell’altro
possano sopportare e 
continuare.
ebbene, ecco il segreto:
non aspettatevi troppo
dall’Umanità,
l’odio è stato
praticato
per secoli,
tramandato
raffinato e
perfezionato,
oh, sono diventati
molto bravi in questo-
l’odio fiorisce
con regolarità
sempre più frequente.
è il nostro inferno pubblico che crea un
inferno privato e
non c’è inferno
eccetto che quaggiù sulla
terra.
una volta accettata 
questa premessa
sarete liberi di
esistere
nei termini da voi stabiliti
e non conoscerete
mai la solitudine
e la morte sarà
un nonnulla.
consideratevi 
benedetti
nell’oscurità.

Nota

La poesia è sempre la cosa più facile da scrivere, perchè la si può scrivere quando si è completamente ubriachi o completamente felici o completamente infelici. E’ un’espressione emotiva che salta su. Non ho pensieri grandiosi, non ho pensieri vasti di natura filosofica. Sono molto semplice, e  quando scrivo poesie trattano cose semplici. E credo che per questo tanta gente che per lo più non riesce a leggere poeti, quando legge la mia roba capisce di che cosa sto parlando.

Dire le cose nel modo più semplice possibile e dire lo stesso quello che è necessario dire.

DESTINO

DESTINO

E’ un corpo che avanza

in intima armonia

con il venir del vento.

E’ chiudere gli occhi

ed allettare il sogno.

Sono le mani strette al petto

e un varco che si apre.

Il giorno si fa notte

ed il sole cento stelle.

Accorgersi

Avvicinarsi

Sfiorarsi

e ancora

Intimidirsi

Allontanarsi

Dissolversi

ed infine

Impigliarsi

Precipitare

ma Salvarsi

E’ riaprire gli occhi

e ritrovare il mondo,

fare pace con le ombre.

Un deserto che è un mare,

il tempo che rimane.

Poi riparte,

più in fretta.

E’ scrutarsi da lontano,

su un suolo si sabbia,

che mobile ti chiama,

ti pretende.

E’ un patto fra l’abbraccio

e un cuore troppo delicato,

che se lo stringi troppo

muore fino a scomparire.

Lo spiraglio tra la vita e l’illusione.

Ciò che resta di un miraggio troppo breve.

15-01-2013
Questo destino surreale